Piero RiccaLa legalità oggi in Italia non è sostenibile. La certezza del diritto è incompatibile con la stabilità di governo. Se si applica la legge, il sistema si blocca e rischia di precipitare sull’orlo della guerra civile. Lo conferma l’ultima porcata per sanare le irregolarità nella presentazione delle liste. Prendere o lasciare: o il decreto abusivo passa o è il caos. La brutalità di questo ricatto ha sciolto i dubbi del presidente della repubblica, che in tal modo ha abdicato al proprio ruolo di garante delle regole. Leggete con attenzione il comunciato diffuso oggi dal presidente Napolitano sul sito del Quirinale. Lo fa capire. Il confronto con la banda B. è stato “teso”. Rispettare il verdetto delle corti di giustizia non era “sostenibile”. Il principio di uguaglianza, in un paese abituato all’impunità, non è sostenibile. La Costituzione è sempre più sovversiva. Le regole costituiscono un impaccio, gli abusi correttivi sono diventati necessari. Ecco perché la democrazia è già svuotata di senso. E poco importa ai garanti dell’ordine amorale e illegale che il pessimo esempio dall’alto corrompa il senso stesso di una civile convivenza. Anzi il messaggio che passa è proprio questo: i furbi e i prepotenti alla fine la spuntano sempre e se non si commettono abusi tocca subirli. Chi si ostina a rispettare le regole si pone fuori dal sistema, è il vero disadattato, un ingenuo destinato a soccombere, sacrificato sull’altare dei privilegi altrui. In questo caso, per esempio, i radicali. In Lombardia non hanno raccolto il numero necessario di firme e non hanno potuto presentarsi. Poi hanno verificato le firme raccolte da Formigoni e l’hanno denunciato. Risultato? Formigoni, dentro. Loro, fuori. Spiega la faccenda in questo video Lorenzo Lipparini, dei radicali lombardi. Ma c’è chi non si rassegna: ieri è stata una giornata di mobilitazione in tutta Italia. Occorre proseguire con la massima fermezza, coordinandoci sul web per uscire dal web. Uniti nella diversità. Quando la democrazia muore in quanto sistema di regole, deve rivivere nelle piazze e nella passione degli uomini liberi.

